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Entrato nel bistrot, lui mi guardò,
Parigi era un dipinto di Monet quel mese
Lui si sedette a tre tavolini da me
e ancora mi guardò, occhi di ghiaccio
anima indecisa.

 

Prese un tovagliolino
ed estrasse una stilografica dalla camicia
e ancora mi guardò
scrisse velocemente, mentre profumo di caffè
invase il locale, tra parole di avventori
e vapori lievi di cucina
quasi nebbie lontane.
Lui mi guardò, sorseggiò da un bicchiere
e, andandosene,
fece scivolare sul mio tavolino
la breve missiva.
“Se lei vorrà, sarà la mia passione”
e un indirizzo, relativo
alla zona di Montparnasse

 

Sarà sbagliato questo?
Lo raggiunsi con titubanza dopo giorni,
altro non scrivo, non giudicatemi.

lui

© Stefano Mantovani Coppola

Biella, 9 ottobre 2016

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